I CORSI
STILI DI KUNG FU INSEGNATI
  • TAI JI QUAN

  • Origine e storia del Tai Ji Quan.

    Le origini del Tai Ji Quan sono, come sempre accade agli stili interni di Kung-Fu avvolte nelle nebbie dei tempi: una delle molte versioni ne attribuisce la paternità ad un eremita taoista di nome Zhang San Feng, colto funzionario del governo che, intorno ai sessant'anni si ritirò dalla vita pubblica e vagò a lungo alla ricerca di qualcuno che fosse in grado di trasmettergli il Dao. Dopo molti anni incontrò, finalmente, un eremita che gli insegnò delle tecniche meditative taoiste per ottenere l'immortalità Zhang praticò per 7 anni con scarso successo, ma alla fine il lungo addestramento lo portò alla comprensione suprema.
    Richiamato dall'imperatore per offrirgli la carica di funzionario e consigliere, decise di rifugiarsi sui monti e continuare la sua pratica: si stabilì sulla catena dei "tre picchi" (in cinese "San Feng" da cui il nome) e fu qui che continuò i suoi vasti studi; un giorno, avvertendo dei rumori, uscì dalla capanna e vide un serpente e una gru (simbolicamente lo Yin e lo Yang) che lottavano: la gru agiva per linee rette col becco e defletteva gli attacchi dell'avversario con le ali, il serpente si muoveva circolarmente e si lanciava in attacchi rettilinei:
    Colpito dallo spettacolo cui aveva assistito, Zhang iniziò una lunga ricerca, provando e riprovando tecniche di combattimento che aveva appreso al tempio di Shao Lin e integrandole con le sue conoscenze cosmologiche e alchemiche.
    Lo stile che nacque allora è l'antesignano dell'attuale Tai Ji Quan, anche se è impossibile anche solo immaginare quali profondi mutamenti abbia subito nei secoli successivi.
    Un'altra leggenda racconta che gli dei abbiano trasmesso il Tai Jia Zhang in sogno e che il giorno dopo l'eremita sia stato in grado di sgominare 100 predoni a mani nude. Quello che più colpisce l'immaginazione dei praticanti è la longevità di Zhang San Feng, che visse, sempre secondo la leggenda attraverso due dinastie per ben 240 anni. Una versione più realistica ha identificato un'omonimia tra un Zhang San Feng monaco taoista del 1200 d.C. e un alchimista della fine del 1400 d.C.
    La trasmissione dello stile rimane oscura fino al 1600 d.C., Quando compare al villaggio di Chen Jia Gou (letteralmente "fosso della famiglia Chen") la figura di Jiang Fa, un non meglio identificato artista marziale, che trasmise alla famiglia Chen uno stile di Kung-Fu interno.
    Il villaggio dei Chen era stato donato alla famiglia omonima dall'imperatore per i servigi prestati in guerra dal loro capostipite. È qui che troviamo Chen Wang Ting, ex - militare ritiratosi a vita agreste, che, secondo altre versioni, sarebbe il fondatore storico del Tai Ji Quan.
    Da allora lo stile venne tenuto gelosamente segreto e trasmesso solo ai membri fidati della famiglia, finchè nell'Ottocento il capofamiglia di quel periodo, Chen Chang Xing, accettò due allievi esterni, rompendo una tradizione di duecento anni.
    Uno dei due allievi esterni era il leggendario Yang Lu Chan, che, schiavo di un'altra ricca famiglia, era stato mandato a Chen Jia Gou nel tentativo di carpire questo mitico stile segreto - in realtà, anche sull'arrivo di Yang Lu Chan al villaggio esistono infinite versioni discordanti.
    L'albero genealogico dei Chen prosegue e con esso la trasmissione dello stile, mentre il ramo di Yang Lu Chan si stacca per dar vita allo stile della famiglia Yang, oggi il più diffuso.
    Il caposcuola dello stile Chen del secolo scorso, Chen Fa Ke, si trasferì da Chen Jia Gou a Bei Jing, dove insegnò per trent'anni: fu un grande combattente dal carattere aperto e gentile, anche se la sua inflessibilità, con gli allievi lo portava a far ripetere numerose volte la lunga e faticosa forma e gli esercizi collaterali al discepolo che commetteva un errore. Lo stesso Chen Fa Ke praticava la forma di Tai Ji 20 volte al giorno - circa 5 ore di allenamento quotidiano - e a 70 anni ancora la eseguiva 10 volte: molti esperti di altri stili studiarono con lui.
    Tra i suoi discepoli, oltre ai figli, compaiono Feng Zhi Jiang, maestro di Xing Yi oltre che di Tai Ji, e Chen Guan Shen, allievo anche di Wang Xiang Zhai e maestro di Yang Lin Sheng.

    Cos'è il Tai Ji Quan.

    Il Tai Ji Quan può essere tradotto Pugno della Suprema Polarità. Racchiude in sè uno studio delle tecniche marziali applicate ai principi del taoismo focalizzando sulle corrispondenze e gli scambi tra forza piena e forza vuota, tra contrazione e distensione, tra dritto e circolare, tra immettere ed emettere nonché lo studio delle posture e delle spirali. I movimenti sono lenti ma possono diventare veloci utilizzando i fa jin (forza esplosiva) anche come metodo di allenamento di emissione della forza. Le origini di quest'arte vanno ricercate nel taoismo che ha 5000 anni di storia. Le tecniche per il nutrimento della vita, lo studio degli animali, il rapporto tra uomo e cosmo sono la base culturale nella quale nasce il tai ji. Una delle versioni sulla sua nascita ne attribuisce la paternità ad un eremita taoista di nome Zhang San Feng. Il tai ji è la ricerca dell'armonia: l'armonia corporea, l'armonia tra l'uomo e l'universo, l'armonia tra l'uomo e la società.
    Il Tai Ji Quan si basa sui principi taoisti di yin yang. Lo Yin rappresenta il polo femminile che racchiude in sè la terra madre, l'acqua, il vuoto, l'oscuro, la luna, il nero, il morbido, il nascosto, l'interno... Lo Yang rappresenta il cielo, il fuoco, il pieno, il chiaro, il sole, il bianco, il duro, il palese, l'esterno... Nel Tao ogni elemento Yin è equilibrato da un elemento Yang. Non in modo contrastante ma in maniera complementare ed armonica. Si giunge all'unità dei principi opposti, all'armonia delle forze e delle energie.
    Inoltre ogni elemento Yin racchiude un poco di Yang e viceversa.
    Questi elementi yin e yang assumono la loro identità e pienezza di significato solo attraverso l'altro elemento opposto. Il concetto di femminile si capisce pienamente solo con il suo opposto maschile, così come il polo negativo ha senso solo in relazione al polo positivo. I significati di acqua, vuoto, oscuro, luna, nero, morbido, nascosto, interno si comprendono pienamente in funzione dei loro opposti, ma complementari fuoco, pieno, chiaro, sole, bianco, duro, palese, esterno...
    Questi elementi interagiscono tra di loro, si aiutano e si scambiano vicendevolmente, senza una rigida distinzione. Si pensi al sole che crea l'ombra di giorno e alla luna che crea la luce nella notte.
    Ciò che da origine alla vita si trova nello scambio tra diversi elementi, questo può aiutare a definire sia l'ordine che il caos presente in natura.
    Nel Tao (andamento naturale, equilibrio spontaneo e virtuoso), Yin e Yang, Ordine e caos, statico e dinamico, pieno e vuoto sono una sola entità.
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