I CORSI
STILI DI KUNG FU INSEGNATI
  • YI QUAN
  • I grandi movimenti sono meno efficaci dei piccoli movimenti.
    I piccoli movimenti sono meno efficaci dell'immobilità.
    L'immobilità è il movimento eterno.
    WANG Xiang Zhaï

    Cos'è l'Yi Quan

    L'Yi Quan, Pugilato della Mente e dell'Intenzione, è uno stile interno di Kung Fu che ripercorre le strade antiche di stili come lo Xing Yi Quan, il Pa Qua Zhang, il Tai Ji Quan.
    Il suo ideatore è stato Wang Xiang Zhai che ha studiato con un Maestro di nome Guo Yun Shen il quale dava molta importanza allo studio dello Xing Yi Quan ed in maniera specifica al metodo dello Zhan Zhuang, posizione del palo eretto o posizione dall'albero.
    L'Yi Quan non propone tecniche nuove, propone una ricerca dell'essenza delle arti marziali. Per raggiungere questo scopo, per tendere all'essenza, cerca di selezionare, di raffinare le antiche arti marziali, di semplificare, di eliminare il superfluo, di prendere le distanze dal misticismo e dalle superstizioni. Dalla tradizione degli stili delle antiche arti marziali cinesi nasce questo sistema essenziale di Kung Fu che progredisce in quanto mai compiuto del tutto, che evolve tramite un percorso inverso, un processo a ritroso nel tempo, cercando di rifondare l'essenza del kung fu prima che degenerasse in forme lunghe, difficili, rapide, colme di tecniche complesse e forse inutili in combattimento reale. L'evoluzione del percorso non si basa più sull'aggiunta di tecnologie o sulla scoperta di nuove tecniche ma bensì sul processo inverso, sull'eliminazione delle tecnologie, delle tecniche, delle forme. Non si aggiunge, si toglie. Il nome stesso di Yi Quan è il risultato del togliere l'ideogramma Xing dal nome dello stile Xing Yi Quan. Invitando a focalizzare su Yi, l'intenzione, e non sulla forma, Xing. L'Yi Quan cerca di andare oltre le forme e le tecniche perfettamente e ordinatamente codificate tipica degli stili antichi. Si basa sulla ricerca della postura corretta, sulla concentrazione che deve tendere all'apertura mentale, alla vacuità mentale, alla capacità di sentire il kung fu con il cuore e non tanto di capirlo con la mente, dalla forza mentale alla forza istintiva, dal capire al sentire, dalla mente al cuore, dalla razionalità all'istinto, dalla comprensione all'intuizione, dalla forza bruta alla forza piena. Si semplificano le tecniche e i movimenti al punto che rimane "solo" l'immobilità, la postura primordiale. Da qui, dalla postura, dal fisico, dal corpo si inizia a compiere un lavoro su se stessi che è sia fisico che mentale. Si ricerca la concentrazione mentale, si ricerca la vacuità mentale, un benessere mentale, la mente concentrata ma leggera. In questo modo si contribuisce a dare un sollievo al corpo. Si cerca di adottare la postura corretta, sentire la comodità posturale cercando la giusta tensione interna dei tendini, dei muscoli, delle ossa, del respiro. Dall'armonia tra corpo e mente è possibile iniziare il lavoro interno dell'Yi Quan che si basa sullo studio delle forze per raggiungere la Hun Yuan Li, la forza perfettamente circolare. Dall' immobilità, si lavora sulla profondità e la continuità del respiro, trait d'union tra corpo e mente. Dall'immobilità si passa al movimento e allo studio delle forze. Questa è la base.
    L'obbiettivo dell'Yi Quan è il benessere del praticante che dalla sua condizione privilegiata (ottima salute fisica e mentale) può creare un vantaggio a se stesso come agli altri. Infatti il fine ultimo dell'Yi Quan è spirituale, dove la capacità di espletare la forza non deve mai manifestarsi nella realtà, perchè un buon praticante non deve mai arrivare al combattimento reale nella vita, deve imparare a essere forte, a raffinare queste forze tramite un corretto metodo e a vincere senza combattere. Il metodo è l'Yi Quan.
    Il suo ideatore è stato Wang Xiang Zhai che ha studiato con un Maestro di nome Guo Yun Shen il quale dava molta importanza allo studio dello Xing Yi Quan ed in maniera specifica al metodo dello Zhan Zhuang, posizione del palo eretto.
    La creazione dell'Yi Quan è dovuta al pellegrinaggio di Wang Xiang Zhai, iniziato alcuni anni dopo la morte di Guo Yun Shen. Nel 1915 Wang Xiang Zhai iniziò un lungo viaggio per la Cina alla ricerca di Maestri che lo aiutassero a migliorare la sua arte, frequentando per alcuni tempi il monastero di Shaolin; il monaco Heng Lin fu tra gli ultimi a insegnare prima della distruzione definitiva del tempio. Conobbe poi altri famosi maestri tra i quali Xie Ti Fu della scuola Wudang.
    Nello Yi Quan si pone molta importanza allo Zhan Zhuang o posizione del palo eretto, dove si cerca di capire, attraverso un corretto uso della postura e della respirazione, il funzionamento della forza interna. Si studiano i principi della forza così che le applicazioni marziali risultano più semplici da capire e da percepire con il corpo. L'Yi Quan può portare benefici sia a livello della salute della persona, rinforzando il sistema nervoso centrale e favorendo una migliore circolazione sanguigna, che a livello marziale, favorendo la consapevolezza della tecnica e della forza.
    Tutti i movimenti in uno, tutte le forze fisiche, mentali, spirituali in un'unica forza armonica, leggera e pesante allo stesso tempo, continua, circolare, elastica come un cerchio, come una spirale, come un serpente. Sarebbe un gran cosa da attuare; senza uno studio attento dei principi fisiologici ed universali sarà impossibile attuare questo tipo di forza.

    Wang Xiang Zhai disse:..." tutta la conoscenza del mondo si basa sul confronto. Soltanto in questo modo è possibile distinguere tra giusto e sbagliato. In caso contrario ogni scuola di pensiero, e così per i sistemi di kung fu e per gli altri stili di arti marziali, affermerebbe di avere ragione e i non addetti ai lavori avrebbero difficoltà a capire qual'è il percorso giusto. La validità del kung fu non può essere giudicata semplicemente in base al parametro della vittoria o della sconfitta: bisogna valutare, invece, se sia adatta alle esigenze umane. È ragionevole sentirsi meglio, diventare più forti e vivere con entusiasmo la propria vita. Altrimenti non si tratta di kung fu. Non importa che conosciamo o no la storia del kung fu. Dobbiamo valutare se ci conviene impararlo e se corrisponde alle esigenze della nostra vita.".

    Parlando della scienza del combattimento ci accorgiamo che ha una tradizione millenaria. Ha cominciato ad affermarsi in Cina durante l'epoca dei Regni Combattenti (403 - 221 a.C.), sviluppandosi ed evolvendosi sempre di più. Durante la dinastia Tang e Song, il kung fu ha cominciato ad affinare l'aspetto tecnico, dando origine ai vari stili. Durante le dinastie Yuan, Ming e all'inizio della dinastia Qing, le scuole hanno raggiunto l'apice della loro popolarità. I praticanti erano numerosissimi, ma a causa della differenza di forza, tecnica e obbiettivi, nonchè dal fatto che alcuni erano saggi e altri stupidi, il kung fu si frammentò in varie scuole, ognuna delle quali rivendicava l'eccellenza del proprio metodo. Si tratta, in sostanza degli stili attuali. Durante i regni di Kangxi e Yongzheng della dinastia Qing (1662 - 1735), le armi da fuoco non erano ancora predominanti. Gli imperatori temevano che le arti marziali sarebbero state usate contro il governo e quindi decisero di eliminarle per il bene del Paese, facendo in modo che non risorgessero più. Per questo motivo incitarono i sudditi a tenere nella massima considerazione le arti civili e a disprezzare ogni aspetto marziale. Da un lato sostennero gli spadaccini volanti immortali e posero volutamente l'accento sul lato mistico, dall'altro elogiarono le sequenze e le tecniche fisse per stravolgere l'essenza delle arti marziali. Non si potè più fare domande sulla via di mezzo e sul grande Dao; i governanti usarono l'opera e i libri di fiabe come strumento di propaganda. Inoltre spinsero gli studiosi - burocrati a disprezzare i praticanti di arti marziali, peggiorando ulteriormente una situazione già grave. La tecnica precipitò a livelli pietosi. Per fortuna i nostri antenati riuscirono a tramandare in segreto la scienza del combattimento, tenendo accesa una fiammella di speranza.

    Wang Xiang Zhai disse inoltre: "se una persona sceglie di praticare nella maniera consigliata è già a metà strada sul cammino della tutela della salute. Se uno vuole approfondire le tecniche di combattimento, è necessario anche in questo caso che si attenga a tali norme. La loro base consiste nella posizione del Palo Eretto (zhan zhuang) e nella Prova dell'Energia (shili).".

    Dalle traduzioni di Wang Xiang Zhai

    Sette passaggi dell'Yi Quan

    1. zhan zhuang

      L'allenamento dello Zhan Zhuang è la base dello studio dell'Yi Quan: viene diviso in due pratiche distinte: Jian Shen Zhuang e Ji Ji Zhuang. Jian Shen Zhuang è propedeutico allo Ji Ji Zhuang: una pratica costante aiuta a rafforzare la salute ed allontanare le malattie. Negli anni 50 Wang Xiang Zhai sviluppa lo Zhan Zhuang con il patrocinio del Ministero della Sanità cinese e lo diffonde in tutta la Cina. Per quanto riguarda le applicazioni marziali, lo Zhan Zhuang aiuta ad esprimere appieno tutto il potenziale dell'uomo attraverso la volontà e l'intenzione nel combattimento. Wang Xiang Zhai scrisse "tutt'uno con l'aria e l'universo": questo è il principio che sottende la pratica dello Zhan Zhuang, fa nascere l'intenzione e consente di progredire e passare alla fase di studio dello Ji Ji Zhuang.
      Lo Ji Ji Zhuang prevede movimenti più complessi rispetto allo Jian Shen Zhuang, contiene posizioni di guardia per il combattimento e lo studio della forza Hun Yuan ("perfettamente rotonda e piena"), che consente di creare le condizioni per poter eseguire i Fa li ("forza esplosiva") ogni volta che sia necessario. È inoltre molto importante per il Tui Shou ("spinta delle mani") ed il San Shou (combattimento) soprattutto per quanto riguarda gli aspetti della velocità di reazione ed esecuzione e della forza.

    2. shi li

      Shi Li significa "sentire la forza": è l'estensione nello spazio dello Zhan Zhuang; bisogna unire il corpo con l'intero universo attraverso la sensazione e la percezione con tutte le membra della resistenza che l'aria pone ai nostri movimenti. Più essi sono piccoli, migliore è la pratica; è necessario concentrare la propria intenzione su ogni singolo movimento per verificare la pienezza e l'unitarietà del tutto. Bisogna inoltre creare le condizioni che rendono possibile il Fa Li ogni qualvolta sia necessario.

    3. mo ca bu

      Mo Ca Bu significa letteralmente "passo della frizione"; durante il combattimento bisogna approfittare di ogni occasione propizia. Entrambi i contendenti si muovono continuamente cambiando la propria posizione in alto e in basso, da destra a sinistra, in avanti e in dietro, avvicinandosi ed allontanandosi. In combattimento è necessario evitare i punti di forza dell'avversario ed approfittare delle sue debolezze. L'allenamento degli spostamenti dell'Yi Quan è sempre abbinato all'uso dell'intenzione e alla ricerca della forza mutuata dallo Shi Li. Il punto chiave consiste nel regolare l'equilibrio del corpo e creare le condizioni per il Fa Li in qualsiasi momento.

    4. fa li

      Fa Li è la forza esplosiva. L'applicazione del Fa Li avviene nell'allenamento basilare del Tui Shou o San Shou; l'occasione per eseguire il Fa Li è quando i contendenti sono vicini e a contatto. Quando si pratica il Fa Li occorre verificare la distanza a cui si trova l'avversario, che deve essere sufficiente per consentire alla forza di entrare; l'intenzione deve essere completamente concentrata sul combattimento. L'immagine deve essere quella di un serpente spaventato o come se tutto il corpo fosse avvolto dalle fiamme, tutte le membra devono essere unite come un singolo pezzo, pieno di coraggio, forza e velocità.

    5. fa sheng

      Fa Sheng è l'esplosione della voce durante la pratica del Fa Li; l'esplosione della voce avviene in maniera naturale. L'obiettivo è quello di far lavorare insieme tutte le cellule dell'organismo in risposta a quello che avviene al di fuori di esso; l'allenamento al Fa sheng avviene durante la pratica del Fa Li: respirando, l'aria immessa scende e, attraverso la vibrazione dello stomaco, riecheggia producendo suoni tipo "Yi", "Ha", "Hei"... ecc.

    6. tui shou

      Tui Shou significa "spinta delle mani", anche se la traduzione non è estremamente precisa. Tui Shou è un'applicazione del combattimento dell'Yi Quan, contiene le peculiarità dello Shi Li e del Mo Ca Bu ed è propedeutico al San Shou (combattimento). Il Tui Shou viene praticato in coppia; esso richiede il contatto fisico per sentire l'effettiva forza o mancanza di pienezza dell'avversario. Bisogna sempre unire difesa e attacco e lo scopo è controllare e preservare il proprio equilibrio distruggendo quello dell'avversario.

    7. san shou

      San Shou è il combattimento dello Yi Quan, viene anche chiamato Duan Shou. È il momento della verità per qualsiasi stile di Kung-Fu, la parte ultima dello Yi Quan. Secondo il significato tradizionale attribuitogli dalle antiche arti marziali, San Shou è il combattimento a mani nude. L'Yi Quan non prevede forme o tecniche stereotipate, è quindi impossibile eseguire dimostrazioni attraverso forme prefissate. L'allenamento al combattimento dell'Yi Quan inizia con lo Zhan Zhuang, Shi Li e Mo Ca Bu fino alla pratica del San Shou; ogni sessione di allenamento è basata sul controllo dell'equilibrio e della forza, che sono anche i principi fondamentali di qualsiasi stile di arte marziale.
©2009-2017 A.S.D Yin Yang Tai Chi C.F. 91573520151 - last update : 03/11/2011 19:20 - Web Hosting www.digdyn.it